"Coronavirus" - Riflessioni, pensieri, emozioni....i bambini si raccontano
 
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    "Coronavirus"

    Riflessioni, pensieri, emozioni....i bambini si raccontano

    Ho letto recentemente uno studio di un'associazione, “Children’s Medical Center”, secondo il quale gli effetti negativi sui bambini del Covid 19 e della quarantena sono fino a quattro volte più gravi rispetto ad un adulto. Gli elementi che graverebbero sul tono di umore, sul livello di ansia e di conseguenza sulla salute dei bambini sono la paura dell’infezione, la mancanza di contatti personali e di relazione con amici, la mancanza di spazi, l’isolamento prolungato, la sedentarietà ecc.

    Attraverso la riflessione sulle nostre emozioni, acquisiamo la capacità di esprimere sentimenti diversi, riconoscerli e capire l’importanza che hanno per noi. In qualche modo queste sensazioni ci segnano e influenzano il nostro comportamento. Da qui la consegna didattica “Pasqua ai tempi del Coronavirus” e quindi la possibilità di far esprimere, attraverso la descrizione delle giornate festive e il confronto con la Pasqua del 2019, le emozioni, le sensazioni provate, gli aspetti negativi e positivi scaturiti. Il bisogno di raccontarsi e di raccontare è centrale nella vita di ognuno e il metodo dell'autonarrazione rappresenta uno strumento utile per favorire lo sviluppo dell'intelligenza emotiva. Riflessioni, sentimenti, stati d'animo sono stati spunto per un brainstorming in modalità sincrona e per i testi integrali che, di seguito, alcuni alunni della scuola primaria hanno realizzato.

    Buona lettura e …. buon viaggio! 

                                                                                                                                                          Ins. Mena Manfregola

     

    Pasqua ai tempi del Coronavirus

    "Questa Pasqua, come penso per tutti, è stata diversa dalle altre. Non abbiamo avuto le vacanze, perché qualcuno ha deciso per noi che non dovevamo andarci già da un po’ di tempo. Il lavoretto lo abbiamo fatto con le indicazioni della  maestra in video-lezione. La poesia non l’ho voluta imparare. Per noi bambini tante cose sono importanti e molte ce ne sono mancate. Papà non aveva la Palma, né l’Acqua santa per la benedizione, i nonni non erano con noi. Non abbiamo preparato le valigie per un fine settimana, neppure una cesta per un pic-nic di Pasquetta e neanche abbiamo indossato vestiti nuovi primaverili, sempre e solo pigiama! Non riesco a descrivere le mie sensazioni e non faccio altro che pensare che Pasqua 2019, pur essendo risorto Gesù come quest’anno, è stata comunque diversa e preferita perché potevo gioire con i miei amici, giocare sui prati a pallone, rincorrerci ed abbracciarci. Spero che tutto questo finisca presto, addirittura preferivo andare a scuola invece di stare intere giornate chiuso in casa".

    Giorgio (3a Carducci)

     

    "La mia Pasqua quest’anno è stata quasi un giorno normale, tipo una domenica di Coronavirus, si perché questo male mondiale ci ha costretti ad isolarci tutti, però Gesù è risorto lo stesso, come tutti gli anni. Io, di solito, in queste festività vado a Messa con la mia famiglia. Mio padre prende la Palma e l’Acqua Santa per benedirci ma quest’anno non ci è stato permesso. Il pranzo, di solito, in tempi normali lo facevamo in viaggio oppure si stava coi nonni, con la letterina sotto la minestra. Dopo la benedizione si mangiava poi a turno tra cugini e fratelli si saliva sulla sedia per la poesia e dopo si riceveva la ricompensa da papà, dai nonni e dagli zii. Quanto mi è mancato tutto questo. Ci dicono che presto passa, che quando saremo grandi possiamo raccontarlo ai nostri figli e nipoti, ma io invece vorrei che non fosse mai esistita questa cosa. Mi mancano tutti i miei amici di scuola e di calcetto, anche le clienti di mamma che ogni anno mi portavano l’uovo di Pasqua. La mia famiglia ha festeggiato anche i compleanni in questo periodo ma sono stati comunque tristi. L’anno scorso a Pasqua siamo stati in Calabria, abbiamo preso il sole in riva al mare e giocato. Mi manca proprio questo, poter scegliere liberamente quello che mi piace fare. Anche se ci vuole un altro po’ di tempo per finire tutto, spero di poter ritornare alla vita normale senza paura".     

    Flavio (3a Carducci)

     

    "Quest’anno le festività pasquali sono state diverse dagli anni precedenti. L’anno scorso ricordo che la mattina di Pasqua sono andata a Messa con la nonna, a pranzo abbiamo mangiato con la mia famiglia, il pomeriggio con i miei cugini abbiamo aperto tutti insieme le uova, mentre il giorno di Pasquetta siamo andati con papà a fare una gita al bosco e a visitare la Galleria borbonica. La Pasqua di quest'anno, se la paragono, non ho potuto fare tutto quello dell’anno prima ma ne ho approfittato per trascorrerla da sola con mia mamma e stare non solo il giorno di Pasqua ma molti giorni insieme a lei visto che, normalmente, non posso a causa del suo lavoro. Questo mi ha reso felice in queste feste, nonostante non sono andate come io sono abituata".

    Federica (3a Carducci)

     

    "Le festività di Pasqua sono state diverse, noi in genere non stavamo a casa. Quest’anno, di sabato mattina, ho fatto i compiti poi ho aiutato a fare il tortano e la pastiera, mi sono tanto divertito. Il pomeriggio ho giocato alla Play station e la sera abbiamo cenato e aperto le uova di Pasqua. La domenica mattina mi sono svegliato tardi, ho fatto la doccia e ho aiutato mamma a preparare la tavola. Abbiamo mangiato e giocato a pallone. Anche a Pasquetta ho fatto le stesse cose, purtroppo non possiamo uscire e ci annoiamo. La cosa positiva è che sto con mamma e papà".

    Luigi (3a Carducci)

     

     








    "In questa Pasqua non sono potuto uscire per colpa del virus, il Presidente del Consiglio ci ha messo in quarantena. Ho fatto la pastiera con mamma, ho giocato, poi dopo   pranzato abbiamo aperto le uova. L’anno scorso mi sono divertito tanto, con la mia famiglia, a casa dei nonni. Quest’anno non si poteva fare la benedizione quindi abbiamo fatto una preghiera. E’ stata una Pasqua indimenticabile perché il virus non mi ha permesso di vivere questo giorno libero e felice, ma in cambio ho vissuto l’amore della mia famiglia". 

     Mattia (3a Carducci)













    Lev Tolstoj ha affermato che scrivere un diario è come “dialogare con sé stessi, con la parte vera, divina, che vive in ogni uomo.” La redazione di un Diario, infatti, non è solo un esercizio letterario, un modo di esercitare la scrittura e aumentare le proprie competenze descrittive e redazionali, ma consiste piuttosto in un vero e proprio “viaggio” nei meandri del proprio “Io”, nei sentimenti e nelle emozioni più intime. Mai come nei momenti di difficoltà, il Diario è un compagno di viaggio amichevole e affettuoso, luogo in cui gli uomini trovano conforto dai dubbi e dalle paure che riempiono il loro cuore. La nostra storia ci ha offerto celebri esempi di Diario: tutti ricordiamo il “Diario di Anna Frank”, testimonianza delle aspettative e delle speranze di una bambina in uno dei momenti più tragici della storia dell’uomo. Ai tempi del Covid-19, la vita di adulti e bambini ha subito un profondo sconvolgimento, a causa di un immateriale, improvviso, spaventoso fantasma che ha costretto tutti in casa. Tutti, primi tra tutti i bambini, ne hanno sentito il peso. Dalle pagine dei loro diari emergono i ricordi della vita prima del Covid-19, sentimenti e pensieri relativi ad un presente incerto, desideri e speranze di riconquistare presto quello che gli sembra aver perduto…

    Buona lettura e …. buon viaggio!               

                                                                                                                                                             Ins. Carmen Santagata

     

    Caro Diario...

    "Caro Diario, oggi come i giorni precedenti sono rinchiusa in casa insieme alla mia famiglia a causa del Coronavirus che giorno per giorno reca danni al mondo. Le giornate sono molto tristi e mi sento annoiata, oggi un pizzico in più perché è arrivata la primavera, c’è il sole e ho tanta voglia di uscire a fare una passeggiata. Mi manca la mia quotidianità come andare a scuola, uscire a mangiare un gelato con il mio papà oppure andare a fare shopping con mia mamma. Però d’altra parte sto trascorrendo più tempo con la mia famiglia e siamo molto più uniti e di questo sono molto felice. Spero che tutto finisca presto per tornare alla normalità e spero che tutto vada per me, per la mia famiglia e per tutte le altre persone del mondo. Beh diario, in questi giorni sarai molto utile, mi farai compagnia mentre io ti racconterò la mia giornata e i miei segreti. A presto".

    Denise (3a Cairoli)

     

    "Caro Diario, oramai sono quasi tre settimane che non vado a scuola, né al calcetto e né al catechismo. I giorni li passo tutti allo stesso modo. Queste lezioni a distanza mi piacciono molto perché almeno così riesco a vedere tutti i miei amici che mi mancano molto. Purtroppo questa che stiamo vivendo è una brutta situazione per tutto il mondo ma anche per noi bambini che stiamo chiusi in casa senza poter uscire. Mi manca molto la mia vita di sempre e spero che tutto questo finirà presto".

    Vittorio (3a Cairoli)

     

    "Caro Diario, ho tante cose da raccontare, visto che la mia vita è cambiata moltissimo da quando è arrivato il Coronavirus. Innanzitutto è finita la scuola ma si studia attraverso i telefoni. Questa esperianza inizialmente mi è piaciuta perché mi sveglio più tardi e faccio tutto comodamente da casa. Poi ho cambiato idea perché sento la mancanza dei miei amici e delle maestre quando stiamo insieme a scuola ci divertiamo, ci raccontiamo i segreti e ci aiutiamo a vicenda. Quindi preferisco studiare a scuola. D’altro canto però passo più tempo con i miei genitori, che non vanno al lavoro, infatti facciamo tanti quadri, giochiamo e impastiamo dolci tutti insieme. Questo mi piace tanto e mi fa stare bene".

    Annachiara (3a Cairoli)

     

    "Caro Diario, in quarantena mi sto annoiando perché vorrei tornare a scuola con i miei amici e le mie maestre. Io vorrei vedere la mia migliore amica Annachiara. Mi mancano le nostre chiacchierate, le nostre risate, i nostri scherzi".

    Antonia (3a Cairoli)

     

    "Caro Diario, nei giorni del Coronavirus purtroppo siamo costretti a stare a casa. Le mie giornate sono quasi tutte uguali. Dopo pranzo gioco al computer in attesa della video lezione. La maestra manda il link, mi collego, finalmente vedo le mie maestre e i miei compagni, sembra come se fossi a scuola e sono molto contento così mi sento meno solo. Io e mamma non usciamo mai mentre papà va al lavoro, fa la spesa, ogni giorno porta qualcosa di buono per me. Quando torna a casa legge il giornale e guarda il TG. La sera dopo cena guardo su Netflix con mamma e papà una serie che si chiama Gothan. Prima di dormire faccio una preghiera per tutto il mondo e chiedo a Gesù che finisca presto questo brutto virus, così torniamo tutti a fare le proprie cose".

    Andrea (3a Cairoli)


    "Caro Diario, mi sento triste perchè non si può uscire perchè c'è il coronavirus. Sono triste perchè la gente va in ospedale. Ho paura. Spero che il coronavirus passi presto così tutti torniamo al lavoro e a scuola e i genitori tornino alla normalità di tutti i giorni!

    Federica (3 Cairoli) 

     

    "Caro Diario, oggi sono 21 giorni che siamo chiusi in casa, senza uscire, perché c’è un virus molto aggressivo che si chiama coronavirus e quindi per evitare di contagiarci restiamo a casa. Mi mamma mi ha spiegato tutto e ci ha raccontato molte storie dei suoi colleghi che lavorano in ospedale. Questo virus fa paura sia ai bambini che agli adulti. Molte persone sono molte ma molti stanno guarendo grazie ad una cura di un bravo medico napoletano. In questo mese nella mia famiglia ci sono state molte ricorrenze senza poter festeggiare tutti insieme. I miei genitori hanno fatto di tutto per rendere questi giorni importanti addobbando la casa con festoni e palloncini. Mi sono divertita tanto a spegnere le candeline con i nonni, zii e cugini vedendoci attraverso le videochiamate. Mi manca la mia vita quotidiana, andare a scuola, a danza, a casa di mia nonna e andare al parco giochi con la mia famiglia. Cerco di tenere impegnata tutta la giornata. I primi giorni mi piaceva restare a casa cosi avevo più tempo per giocare e creare vestiti per le Barbie, ma adesso mi sto annoiando. Spero che tutto finisca presto per poter riabbracciare il più presto i miei nonni, i miei compagni di scuola, le mie maestre, le mie amiche di danza. I miei genitori prima di andare a letto dicono a me e a mia sorella che passerà presto “andrà tutto bene” e dopo aver detto una preghiera mi addormento".

    Gaia (3a Cairoli)

     


    Parole chiave:

    coronavirus

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