Scuola digitale - Rischi e opportunità
 
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    Scuola digitale

    Rischi e opportunità


    Un mese prima del lockdown ho comprato il testo “Nativi digitali” di G. Riva, perché sentivo forte l’esigenza di rispondere a 2 domande: esistono i nativi digitali? Se esistono, chi sono e in che cosa si differenziano  dalle generazioni precedenti? A seguito del lockdown, catapultati nella Didattica a distanza (D.A.D.) quell’esigenza è diventata un’urgenza. Il tema “il digitale a scuola” è diventato “la scuola digitale”…. Insomma sono stata felice di avere in casa un testo che potesse, in maniera seria, darmi risposte e soprattutto di aver acquistato il libro in libreria perché, appunto, non sono neanche organizzata per comprare i libri on line appartenendo, evidentemente, già ad un’altra generazione!

     Desidero dunque condividere con tutta la comunità educante, le   conclusioni del Prof. Riva e chiarire, dunque, alcuni criteri che mi   aiuteranno a riflettere, da docente di Scuola dell’Infanzia della Cuoco,   sulla nuova esperienza della D.A.D. Sarò sinteticissima.

     Punto 1. Non si diventa nativi digitali perché si è nati dopo una certa   data, ma solo dedicando una significativa quantità di tempo e di   energie all’interazione quotidiana con i nuovi media.

     Punto 2. Attraverso l’uso ed il progressivo adattamento ai media, si è in   grado di usarlo in maniera intuitiva.

     Punto 3. L’interazione continua con i media crea delle metatecnologie:   pratiche condivise che strutturano l’uso individuale e sociale dei media.   Riva fa un’attenta analisi di 4 fasi evolutive. L’ultima, la generazione   touch, che include i nati dal 2007, è in grado di interagire con le   tecnologie digitali in tenera età, prima di iniziare a leggere e talvolta,   prima di iniziare a parlare perché la manipolazione diretta, resa   possibile da smartphone e tablet, consente di superare la barriera   linguistica.

     Lo schema corporeo di questa generazione si espande ed ingloba la   tecnologia e dunque, per esempio, l’uso della tastiera diventa stabile   negli schemi motori. I media però, purtroppo, impediscono di attivare i   neuroni specchio, che ci permettono di attivare meccanismi di   simulazione corporea e di comprendere intuitivamente l’altro. La   generazione touch, per tale ragione, è meno in grado di gestire le   proprie emozioni e di riconoscere quelle degli altri. Ci sono anche altre   conseguenze importanti da prendere in considerazione legate alla   percezione della identità, alle relazioni ect. Al termine dell’analisi emerge la necessità che il nativo digitale acquisisca una formazione adeguata che gli permetta di capire i rischi e le opportunità legati all’uso dei media digitali. Chi ha la responsabilità di tale formazione? La scuola? La famiglia?

    Come spesso accade da domande importanti si generano altre domande. Il discorso torna alla comunità educante con la quale sentivo di voler condividere alcune riflessioni. Il discorso, a me pare, torni a quel Patto Educativo di Corresponsabilità che i genitori, all’inizio dell’anno, sono stati invitati a leggere, far proprio e sottoscrivere.

    Un grazie a tutti i membri di quel Patto: il complesso organo Scuola – Dirigente in testa; tutti i genitori e nonni che partecipano attivamente, cercando di promuovere nei bambini il piacere di fare e di imparare; i bambini e gli alunni che hanno meravigliose capacità di adattamento e non solo ma….. vanno assolutamente guidati con amore.

    Vorrei terminare con un consiglio agli adulti che in questi tempi affiancano i figli “h24”, e che sono a loro volta affiancati dai media: sappiate selezionare il media più adeguato ai vostri figli! Privilegiate app per giocare, app per creare, app che stimolano la mente a pensare, che coinvolgono senza distrarre, che contestualizzano le informazioni e favoriscono scambi sociali. Noi docenti, o io nella fattispecie - non ho la delega per parlare per tutte -  stiamo cercando di ri-programmarci con le caratteristiche delle app (leggerezza, essenzialità e velocità) contando sulle nostre “risorse hardware”, acquisite negli anni e suffragate da continui aggiornamenti ed una continua passione per loro, il cuore e la motivazione della nostra azione didattica, I BAMBINI.

    Queste fotografie mi dicono che i campi di esperienza possono funzionare anche a distanza, con la preziosa collaborazione dei genitori, nonni, zii che affiancano i nostri bambini.

     

    Linda Rinaldi

    Sezione H - Scuola dell'Infanzia

     

     

    Riferimenti bibliografici

    “Nativi Digitali” di Giuseppe Riva - ed. Il Mulino Bologna 2019

    "Come funziona la nostra mente. Apprendimento, simulazione  e Serious Games” - ed. Il Mulino Bologna 2011

     


    Parole chiave:

    D.A.D , Scuola dell'infanzia

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